Notas de viaje de dos malungos, note di viaggio di due malunghi: Colombia, Italia, India, Nepal, Thailandia, Burma/Myanmar.

Deus vult.

DSC06272pQuando c’é un piano divino imperscutabile, rimango sempre un po’ perplesso.

Quando guerre, violenze, oppressioni, sopraffazioni sono autorizzate e volute da una Volontá ultraterrena, avrei voglia di fare due terrene parole con la Volontá in questione.

Quando in un Ashram in India un Swami dice che il terribile sistema rigido delle Caste (ancora presentissime qui in India), della povertá estrema, dell’oppressione delle donne Indiane (le ragazze qui hanno pochissime possibilitá) sono necessitá e punti di vista umani mentre il Divino ha Piani che non riconosciamo, e che perché no, prevedono qualche guerra, violenza e oppressione, rimango amareggiato.

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Le caste son belle e necessarie, certo, se parli da una comoda casta alta.

Quando genocidi, guerre sante, crociate, inquisizione, torture, Shoah, pulizie etniche, 11 Settembre, carri armati sui bambini, kamikaze, guerre preventive sono autorizzate da un Deus Vult mi chiedo che tipo di deus vult questo.

Quando si dice Va bé, senti, se ti va male tanto poi c’é la prossima-vita in cui ti reincarni, c’é il paradiso, terre promesse, pascoli eterni e tutto é parte di un Piano Divino, a me sembra un piano poco divino, e molto in-umano.

DSC_6354pMi vengono in mente due cose.

La prima é il mistico Eraclito (520 a.e.c.): “Gli uomini sono immortali, gli dei sono mortali.”

Zeus é morto e sepolto da un bel po’, Giove pure, e con loro tutte le guerre in loro nome. Noi siamo qui.

La seconda é Ghostbusters (1984 e.c.): “Ray, ascoltami. La prossima volta se qualcuno ti chiede – Sei tu forse un Dio? – Tu devi rispondere SI!!”

L.

3 responses

  1. Anonymous

    Pare a me, o Socrate, e forse anche a te, che la verità sicura in queste cose nella vita presente non si possa raggiungere in alcun modo, o per lo meno con grandissime difficoltà. Però io penso che sia una viltà il non studiare sotto ogni rispetto le cose che sono state dette in proposito, e lo smettere le ricerche prima di avere esaminato ogni mezzo. Perché in queste cose, una delle due: o venire a capo di conoscere come stanno; o se a questo non si riesce, appigliarsi al migliore e al più sicuro tra gli argomenti umani e con questo, come sopra una barca, tentare la traversata del pelago. A meno che non si possa con maggiore agio e minore pericolo fare il passaggio con qualche più solido trasporto, con l’aiuto cioè della rivelata parola di un dio.

    Platone, Fedone XXXV (85C-D)

    24 November, 2010 at 2:42 am

    • Caro anonimo che non ti firmi ma scrivi con Tiscali dalla colorata San Donato Milanese, ti rispondo con una storia Zen.
      Ogni bene,
      F.

      Un maestro zen si era fermato, durante un viaggio, in un tempio.
      Poiché faceva freddo, per non morire congelato, aveva preso una statua di legno del Buddha e le aveva dato fuoco.
      Il sacerdote del tempio, vedendo le fiamme, si era svegliato ed era accorso: credeva che si trattasse di un incendio.
      Quando vide quel che succedeva, fu sconvolto dal sacrilegio. “Che cosa hai fatto?” gridò. “Hai bruciato il corpo del Buddha!”
      Il maestro prese un bastone e si mise a frugare tra le ceneri.
      “E ora che cosa fai?” gli domandò il sacerdote.
      “Cerco le ossa del Buddha.”
      “Quali ossa? Non vedi che è una statua di legno?”
      “Allora, per favore, portami un altro Buddha da bruciare.”

      29 November, 2010 at 10:15 am

  2. Pingback: Ideological colonialism. « RumboMalungo

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