Notas de viaje de dos malungos, note di viaggio di due malunghi: Colombia, Italia, India, Nepal, Thailandia, Burma/Myanmar.

Archive for November, 2010

Ideological colonialism.

You educate me to your peace,

you tell me that I am a barbarian,

that I should dress like this, eat like this, pray like this,

you tell me that your god is the right one

you tell me that I am a pagan.

But.

Yes: but.

I can still redeem myself.

If I see the light and worship your exported god.

So I let you educate me, to your way of seeing the world: you want mine to look the same as yours.

I start forgetting my past, my language, my traditions, my food, my culture.

You educate me, you wash my brain,

that is now clean and normal.

You do not care what is now my actual way to see things, the world,

and myself.

You do not really care about me.

The important things are rules and norms.

The most important thing is that sign, that simbol, that flag,

that form,

that will label me in favor of your part (against others).

If I try to stick away that label

I will be an a-normal,

a dissident,

a conflictive person.

But the conflict was not there before your arrival.

Before the labels, the norms, the *We-Vs.-You*, the divisions.

Before, all our tribes, our peoples, lived well altogether.

Yes, but now only I have been educated.

Now I am normal, and the others here are still barbarians.

They need to be educated,

to be straightened,

(it’s god who wants it)

with the force if necessary.

Ti cercarono l’anima a forza di botte.

They kicked and punched out all your soul.

Because I am right and normal

and you are wrong and pagan.

They normalized me.

They evangelized and converted me.

They did not with you.

What a pity.

Well, now someone will bring a flower to your tomb.

L.

Advertisements

Deus vult.

DSC06272pQuando c’é un piano divino imperscutabile, rimango sempre un po’ perplesso.

Quando guerre, violenze, oppressioni, sopraffazioni sono autorizzate e volute da una Volontá ultraterrena, avrei voglia di fare due terrene parole con la Volontá in questione.

Quando in un Ashram in India un Swami dice che il terribile sistema rigido delle Caste (ancora presentissime qui in India), della povertá estrema, dell’oppressione delle donne Indiane (le ragazze qui hanno pochissime possibilitá) sono necessitá e punti di vista umani mentre il Divino ha Piani che non riconosciamo, e che perché no, prevedono qualche guerra, violenza e oppressione, rimango amareggiato.

DSC_4602p

Le caste son belle e necessarie, certo, se parli da una comoda casta alta.

Quando genocidi, guerre sante, crociate, inquisizione, torture, Shoah, pulizie etniche, 11 Settembre, carri armati sui bambini, kamikaze, guerre preventive sono autorizzate da un Deus Vult mi chiedo che tipo di deus vult questo.

Quando si dice Va bé, senti, se ti va male tanto poi c’é la prossima-vita in cui ti reincarni, c’é il paradiso, terre promesse, pascoli eterni e tutto é parte di un Piano Divino, a me sembra un piano poco divino, e molto in-umano.

DSC_6354pMi vengono in mente due cose.

La prima é il mistico Eraclito (520 a.e.c.): “Gli uomini sono immortali, gli dei sono mortali.”

Zeus é morto e sepolto da un bel po’, Giove pure, e con loro tutte le guerre in loro nome. Noi siamo qui.

La seconda é Ghostbusters (1984 e.c.): “Ray, ascoltami. La prossima volta se qualcuno ti chiede – Sei tu forse un Dio? – Tu devi rispondere SI!!”

L.


Simboli.

DSC06317pDue simboli su un cancello-reja richiamano la mia attenzione.

Affiancati. Uno al lado del otro.

Qui in India sono la Swastika (sic), simbolo del sole e del movimento della vita, e la Shatkona, unione di terra e cielo, di maschio Shiva e femmina Shakti.

Sono solo forme sul cancello.

Son sólo formas sobre la reja.

Siamo noi a dare alle forme un nome, un significato. Nosotros las nombramos.

Ci sono nomi forme ruoli. Hay muchos nombres roles formas. Hay Francesco-Lorenzo, c’é Ingegnere, c’é Jpo, Ilo, Oit, Ong, c’é “cosa-fai”, hay “qué-haces”. Hay idiomas, ci sono lingue e linguaggi Italiano Español, palabras e parole da capire y entender, simboli nombres forme e nomi da vedere e interpretare.

Guardo il cancello con i simboli. La miro, la reja.

E vedo che al di lá ci sono alberi. Más allá arboles. Muchos.

Lindísimos.

Meravigliosi.

Gli alberi non hanno nomi, ellos no se dan nombres, no los necesitan, non ne hanno bisogno.

Non hanno forme, non hanno nomi da interpretare.

Su belleza no necesita definiciones.

La belleza ci circonda, nos rodea, continuamente.

Afuera, y adentro.

Basta vederla, in noi, nel mondo.

Hace falta sólo abrir la reja, e ir más allá de ella.

Bisogna solo aprire il cancello, e oltrepassarlo.

L.


La Via.

DSC06292pMa vedi un po’.

Uno busca en búsqueda.

Uno cerca e ricerca.

E’ piú facile di quanto si pensi:

basta seguire i segnali stradali.

L.