Notas de viaje de dos malungos, note di viaggio di due malunghi: Colombia, Italia, India, Nepal, Thailandia, Burma/Myanmar.

Archive for October, 2010

Miradas.

Para poder contar quisiera tener, además de la cámara de fotos, una grabadora para compartir sonidos y música, los pasos vacilantes y determinados de nuestros pies en este conocer y conocernos. Quisiera también, un recolector de olores para que al lado nuestro pudieran recorrer esta India llena de especies y plantas, desiertos de arena y tierra verde. Quisiera un almacenador de sabores para decir más sobre esta comida que no para de sorprendernos y de jugar con nuestro gusto, quisiera incluso poder registrar este clima caluroso y melcochudo que nos acompaña en la piel.

Todo esto quisiera y sin embargo soy afortunada… confieso que tengo fascinación por las miradas, por la forma penetrante que tienen de mirar las mujeres, los hombres, los niños y las niñas. Sus miradas son profundas como escrutando el alma, llegando al fondo y al final mientras mueven de lado a lado la cabeza. Me dejo mirar así profundo, y entonces de a poco voy abriendo yo misma la mirada, voy entendiendo lo que significa y entonces ya no lo nombro… ¡Es simplemente una suerte de complicidad!

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Tengo la cámara de fotos y esto es lo que hoy cuento. Tengo la cámara de fotos y esto comparto: Miradas que se cuentan por sí mismas.

P.

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Un letto nel deserto.

DSC06035pUno dice deserto, e pensa che effettivamente lo sia: deserto.

Piensas en la palabra desierto y lo único que se te ocurre es algo sin nada: un desierto, de hecho.

Luego llegas al desierto del Thar en la India, a unos km de Pakistan.

Ci arrivi, e non ci arrivi in bicicletta come in Marrakech Express.

No no no.

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A un desierto se puede llegar únicamente de una manera: con un camellio.

Che non é un dromedario no no no, le gobbe sono due e le hai sentite entrambe a cavalcioni.

Arrivi al deserto del Thar, e pensi: Bé che sará, tipo una spiaggiona peró senza mare.

Si, te lo piensas mientras contas las jorobas-gobbe (que no es tan facil, creenlo, mientras se va, y el camellio si que va deprisa si lo quiere). Te lo piensas: al fin y al cabo ese desierto será como un playón pero sin mar.

Ci sei arrivato al deserto, eh sí non c’é dubbio, le dune ci sono, le palme e i miraggi pure.

DSC06026pE allora ti rendi conto che il deserto non é deserto.

Ese desierto no no no: no lo es para nada desierto.

Innanzitutto ci sono quelli che ci vivono.

Bé magari vivono vicini, nel villaggio di Khuri, che é proprio lá.

E poi ci sono insetti. Moscerini. Bichos y bichitos de miles tipos. Las dunas tienen todos tipos de huellas.

Eh sí ci sono impronte e improntine sulle dune, da decodificare con il Manuale delle Giovani Marmotte.

Y una piel de serpiente.

Che non serve decodificare.

E nella notte.

Esposizione 64 secondi!Si durante la noche, en el desierto.

Alzi la testa, la levantas la cabezas, sin pensar, e le vedi. Si, las ves.

E sono tante.

E sono tantissime.

Son muchas más de las que nunca te habrías soñado de ver en una sola vez.

Sono miliardi e splendono e sono fitte. E ti vengono in mente i pomeriggi al planetario, pensando Bé ma mica sono cosí tante.

Son muchísimas.

Y las ves desde la cama.

Si si, le vedi, sdraiato nel letto: un letto nel deserto.

Una cama en el medio del desierto.

DSC_4249pE allora ti allunghi nel letto e pensi che domani la sveglia-despertador non sará un TI-TI-TI da spegnere pensando Ecco un altro giorno la riunione la tintoria la riunione condominiale.

Será el sol, desde allá, detrás de las dunas de arena. La sveglia sará il sole che sorge, sulle dune del deserto.

A fianco al letto niente pantofole, niente comodino. Nada mesita para la noche con foto caricatore del cellulare e un libro a mitad desde hace meses (prima o poi lo finisco).

DSC_4247pLa mesita-comodino es arena y arena.

E non ti servono pantofole nella sabbia.

Niente bagno, no nada baño (ricordati di alzare l’asse): todo es baño.

Niente pareti: no hay paredes para nosotros (le abbiamo fatte color pastello per slanciare la luminositá della stanza, come dice il nostro architetto).

Niente pareti pastello, porque lo decidimos, lo decidiamo ogni giorno che le pareti non ci servono, e che di fatto ci servono ben poche cose. Necesitamos muy pocas cosas, y sin dudas no paredes.

E di sicuro niente soffitto (un punto luce geniale quello che l’architetto ha messo).

No, nada techo, que oculte un espectáculo a disposición de todos, siempre, cada noche.

Niente soffitti a nasconderlo questo meraviglioso spettacolo, che é lá per tutti, sempre a disposizione, ogni notte. Ogni notte.

Lo scegliamo. Decidimos de admirarlo ese espectáculo maravilloso.

Más. Piú di questo.

Di questa meraviglia decidiamo di esserne parte.

DSC06066pNiente porte: noi siamo le porte.

E niente architetti, no.

Noi siamo gli architetti.

Noi siamo il deserto, e la meraviglia luminosa che lo sovrasta.

L.


Curry.

Curry.

Ti rendi conto di essere in India quando annusi, e senti curry.

Te das cuenta de estar en la India, por que tus dedos huelen a curry.Y no solo cuando lo has comido, el curry.

Ti rendi conto, e lo sai: sei in India, quando sei su un rik-shaw (o un risció, fate voi).

Y te das cuenta de eso: si si estoy en la India, por que el rik-shaw frena a 10 centímetros de una vaca que atraviesa la carrera.

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La mucca-vaca placida e tranquilla.

Tu un po’ meno.

Ti rendi conto di essere in India (si si, estamos en la India) si el rik-shaw mismo huele a curry.

Si, se il risció (e i tubi di scappamento dei mille risció e vespe e bus) annusi e senti curry: sei in India.

Se mangi curry e senti curry (come mai in vita tua), sei in India.

Si NO comes curry, y heueles curry: estás en la India.

Una ragione forse c’è.

In effetti:Siamo in India.
L.

TIP for our friends in London, New York, Singapore: just check out the Indian restaurant chain “Saravana Bhavan”.

You’ll thank us.


Spirito Dionisiaco.

DSC05670pNon so a voi, ma a me la Cicala della favola con la Formica è sempre stata simpatica.

La Formica accumula, lavora, si fa un mazzo così, fa i compiti, paga le tasse, fa gli straordinari non retribuiti, vota bene, pensa bene, si mette bene in fila al casello di ritorno dal weekend.

La Cicala se ne sta invece spaparacchiata a prendere il sole.

Magari domani non c’è più il sole.

O non c’è più la Cicala.

Non che poi faccia tutta questa differenza.

DSC_2146pLa Formica fa il suo dovere, fa quello che deve, fa quello che fanno tutti e che è normale fare. La Formica lavora a testa bassa, abbassa la testa, usa la testa, sempre. E se può fare mille cose insieme le fa. Il tempo è prezioso, il tempo è denaro. Accumula, certo, magari si fa un mutuo 50entalle per la celletta dentro al formichiere con altre mille formiche altrettanto buone e che pagano le tasse, accumula per i momenti difficili, che la formica, ne è sicura, arriveranno. Spirito Apollineo, totale.

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E intanto la Cicala si prende qualcosa da bere.

Se i momenti difficili arriveranno (e lei sottolinea “se”), ci si penserà.

Domani.

Domani è un altro giorno.

La Cicala è una Cicala-Rossella-O’Hara.

La Formica si fa un mazzo così e arriva in ufficio in orario o magari prima e di sicuro se ne va per ultima così si vede che è brava, così gli Altri (che è una entità unica: “gliAltri”) lo vedono (sempre si sente osservata da gliAltri).

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E lei li osserva sempre gliAltri e a volte vorrebbe avercelo un formichiere più grande o magari comprarsi un iPhormica che hanno Tutti (che è un’altra entità unica: “Tutti”), ma proprio Tutti, e allora tocca accumulare di più, per i momenti brutti, però va bè pure per l’ultima generazione di iPhormica.

La Cicala dell’iPhormica se ne frega, e se ne rimane là a prendere il sole, e si fa pure una cantatina. Come si fa a non farsi una cantatina e pure a ballare con un sole così meraviglioso.

Spirito Dionisiaco.

DSC00173pLa Formica la vede la Cicala fa la saputella e le dice che lavorare faticare lamentarsi del governo è normale, è normale fare quella vita (“Normalità” è fondamentale per la Formica, poi se le chiedi a che Norme si riferisca e chi le abbia scritte, cambierà argomento). La Formica col suo iPhormica (rodendosi il fegato perchè è già uscito il modello nuovo) vede la Cicala che si gode sole e drink, e come è noto le gufa che prima o poi se ne pentirà.

La Cicala sospira, si prende un altro sorso del suo succo, pensa che la vita è una meraviglia, chiude i suoi occhi da Cicala e si gode il sole del pomeriggio.

DSC_2150pMagari non ci saranno altri pomeriggi.

Magari questo è l’ultimo pomeriggio.

Magari il Vesuvio fa le bizze e scarica sulla mia testa una qualche tonnellata di lapilli e chi s’è visto s’è visto.

Tanto vale goderselo questo sole del pomeriggio.

Chi vuol esser lieto, sia. / Del doman non v’è certezza.

Non so voi, ma io credo che la Formica si roda un po’ il fegato.

Col suo iPhormica, ormai vetusto.

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Domani arriverà l’inverno?

Forse sì forse no.

Domani il Vesuvio salterà e ci ricoprirà da testa a piedi fino a che un archeologo farà una indagine stratigrafica sulla nostra collottola?

E chi lo sa.

Non so voi, ma io intanto mi godo il sole del pomeriggio.

L.