Notas de viaje de dos malungos, note di viaggio di due malunghi: Colombia, Italia, India, Nepal, Thailandia, Burma/Myanmar.

Archive for August, 2010

Isola Polvese, Lago Trasimeno.

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DSC05094pAltri cammini ci sono stati.

Camminare. Non pensare ai chilometri, alla meta che si deve (si deve ?) raggiungere. Ma al passo.

Un.

Passo.

Dopo.

L’altro.

Altri cammini ci sono stati.

Ma ora l’ombra ha 2 zaini. 2 cuori. 2 magliette sudate. 4 gambe.

Camminiamo.

Da Magione a San Feliciano, tra i campi e le colline verdi e i boschi non c’é treno o bus, solo le nostre gambe (il mio GPS e magari un cuore umbro benigno e campesino che ci dá un passaggio in autostop sulla sua macchina fumando e ascoltando musica da ballo liscio tipo Raul Casadei).

DSC_1601Al bordo del Lago Trasimeno, un tramonto meraviglioso ci premia, e il sole rosso si nasconde proprio dietro l’Isola Polvese che ci attende.

Sono solo 10 minuti di battello per arrivare: sulla barca non c’é nessuno, solo noi.

L’Isola é piccola, non c’é quasi nulla. Un Castello e un Monastero del 1300.

Lago, alberi, piante, stradine, sterrate, insetti, grilli e silenzio.

L’Isola é piccola e c’é solo un alberghetto, la Fattoria Il Poggio, gestito da una coppia, Michele di Firenze e Paula (!) Brasiliana e il loro splendido piccolo Tiago e che ci accolgono con enorme calore.

DSC_1637pL’Isola Polvese é piccola, non c’é quasi nessuno e sembra fatta apposta per raccogliere gambe e pensieri, che si son mossi molto.

Riposiamo, meditiamo, giochiamo a super mario, scriviamo, ri-scriviamo, pensiamo all’India, leggiamo sull’India, aggiorniamo il Blog.

L’Isola é piccola, la si gira in bicicletta in meno di mezzora.

(Update 31/8/2010: cadute permettendo..)

La giriamo e ci rigiriamo. Il lago é tutto intorno come il mondo, e se lo guardi sembra un fazzoletto, l’India dietro l’angolo, basta solo attraversare il lago.

Basta solo continuare a seguire a girare a seguire girando.

La tentazione di rimanere qualche giorno in piú (o tutta la vita) é forte.

Ma quello che gira che ci fa girare, quello che ci rende Malunghi: lo é di piú.

L.

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In Umbria.

DSC_1516pDal finestrino del treno colline verdi, boschi, campi.

Borghi rinascimentali e medievali, case con le pareti in pietra.

Antiche.

Siamo in Umbria.

Arriviamo ad Assisi: ci accoglie l’accento umbro, amabile ed accogliente.

Ci dá il benvenuto un venticello dolce che muove le nuvole.

Troviamo chiese, tante, e cose-di-chiesa e gente-di-chiesa, e cose e case merchandising di santi, ma anche laicissime balestre, Balestrieri (con balestre pesanti 30 chili e costruite con materiali e tecniche medievali, cosí da sempre) e poi Tamburini e tamburi dell’antico Palio di San Rufino.

Siamo in Umbria.

Assisi ci accoglie e mi sento un po’ a casa, non solo per il mio nome, nomen-omen, ma anche per le risonanze di viaggi passati passeggiando per le vie di pietra, antiche, nella Nobilissima Parte de Sopra, ghibellina e laica, e un’antica cena propiziatoria di un Calendimaggio di anni fa.

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E oggi come allora riusciamo a farci invitare ad una cena propiziatoria medievale, quella del Palio di San Rufino: tavolate nel bel mezzo nella piazza di fronte alla chiesa del 1200, con rosoni e archi gotici.

Una mangiatona medievale. Uao.

Molti di quelli che partecipano alla cena portano costumi medievali: ci raccontano che i vestiti sono fatti tutti a mano, secondo una tradizione che ha 800 anni e che pesano anche 30 chili. Non dev’essere uno scherzetto portarli in giro sotto il sole di fine-Agosto.

E parlando di risonanze (o combinazioni, dipende da come le volete chiamare): P. incontra nel mezzo della folla un’amica di Bogotá (!!) che é in viaggio e con cui condividiamo la tavolata medievale. Il mondo é un fazzoletto.

Siamo in Umbria, non c’é dubbio.

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Le vie deserte nella notte con pareti e pavimentazione in pietra hanno un odore antico, come delle cose che sono sempre state cosí, come di vestiti medievali fatti a mano o le balestre o i Calendimaggio e percorrere quelle strade, che sono sempre state cosí, che sempre saranno cosí, rassicura (tra 100 anni Assisi sará uguale) e al tempo stesso stringe (c’é spazio per idee nuove ?).

Siamo in Italia, e in Umbria.

Tradizioni, cose che sono cosí da sempre. Rassicurante, ed esteticamente meraviglioso. Ma viene anche voglia di cose nuove, di tradizioni nuove (é una contraddizione in termini?), ed é per questo che il viaggio prosegue, lo zaino in spalla, ci muoviamo.

Siamo in Umbria.

E ci muoviamo.

L.